Su Ladiri

Le costruzioni in terra cruda (ladiri) sono tipiche dell'edilizia rurale, è comunque un sistema costruttivo che si può far risalire all'origine dell'abitare. Le strutture orizzontali delle costruzioni in terra cruda erano realizzate in legno. Le murature di mattoni crudi erano poi rivestite con un intonaco a base di calce viva mentre quelle in terra battuta non sempre erano intonacate. Una delle maggiori fonti di degrado delle costruzioni in terra cruda è l’acqua, sia quella piovana che quella risalente dalle murature a contatto del terreno. Per quest’ultima si è spesso risolto il problema realizzando un basamento in pietra.

Nel 1791 François Cointeraux (1740 - 1830), gentiluomo lionese, professore di architettura rurale a Parigi, pubblica a proprie spese, presso Monsieur Niodot in Parigi, che avrà un grande successo editoriale e scientifico per il tema trattato: le costruzioni in terra cruda. Il suo testo sul tema dell’architettura rurale (Lassure, 2005) riprende un percorso interrotto che si può far risalire, alle origini, al testo di Pierre de Crescent (1233 - 1320 o 1321).

I muri sono eretti a partire dal suolo su cui poggiano, mentre la terra, spesso addizionata con calce, è battuta con l’aiuto di un maglio. I «banchées» in successione costituiscono un letto, e con la sovrapposizione dei letti si realizza il muro. La saggezza popolare farà in modo che si edifichino delle buone costruzioni, con dei buoni tetti e impermeabili all’acqua, con fondazioni ben solide posate su basamenti di pietra. La costruzione del manufatto mobilita tutta la mano d’opera del villaggio, configurando un lavoro comune nel nuovo spirito comunitario.

Cointeraux illustra le tecniche di costruzione e tratta anche degli strumenti e delle attrezzature necessarie alla lavorazione della terra cruda, della paglia, del legno e di quanto necessario per una buona costruzione in terra. Tra le macchine utilizzate per la formazione dei mattoni crudi pressati, egli introduce una pressa manuale; una pressa derivata da un torchio per il vino per la costruzione dei mattoni crudi e raccomanda che i mattoni di terra compressa (adobe) siano modellati sotto un riparo, prima di essere posti in opera. I vantaggi della costruzione in terra cruda si riassumono nella rapidità di costruzione, nell’impiego di risorse locali sia materiali sia umane, nell’economicità generale legata anche al modesto uso di legname, nella resistenza al fuoco, nel buon isolamento termico, nella firmitas vitruviana e nella durabilità della costruzione. Ponendo l’accento sull’importanza di eseguire tutte le parti di un’opera con tutta la solidità e la perfezione che essa richiede, e impiegando i materiali più idonei, ma messi in opera con arte ed economia - aveva già rimarcato la capacità di resistenza nel tempo di queste costruzioni.

In Italia Giuseppe Del Rosso (1760 - 1831), architetto, formatosi alla scuola radicale di Carlo Lodoli (1690 - 1791) e dei suoi allievi Francesco Algarotti (1712 - 1764) e Andrea Memmo (1729 - 1793), contribuisce a divulgare la conoscenza delle tecniche costruttive in terra cruda, in particolare quelle derivanti dall’ambito francese e quelle sviluppatesi nell’area italiana. Nel 1789, pubblica un interessante, seppur breve, manuale di costruzioni dal titolo "Pratica e Economia dell’arte di fabbricare” (Del Rosso 1789), con il quale oltre a riproporre le teorie di maestri rinascimentali come Leon Battista Alberti (1404 – 1472) e Vincenzo Scamozzi (1548 - 1616), introduce in Italia i più recenti contributi degli scienziati e degli ingegneri francesi, tra i quali il trattato di Bernard Forest de Bélidor (1697-1761) sull’arte di costruire (Bélidor 1729) e proprio quello di François Cointeraux (Cointeraux 1797) sulla costruzione in pisé.

Nasce così un’attenzione particolare per un modo di costruire che ha una profonda tradizione territoriale nella storia dell’architettura vernacolare sia in Francia sia in Italia. Questo tipo di costruzione ha origini antiche, ma sedimentate nel tempo.