Cenni storici

Il sardo (nome nativo sardu, lìngua sarda in campidanese, limba sarda in logudorese) è una lingua appartenente al gruppo romanzo delle lingue indoeuropee che, per differenziazione evidente sia ai parlanti nativi, sia ai non sardi, sia agli studiosi di ogni tempo, deve essere considerata autonoma dai sistemi dialettali di area italica, gallica e ispanica e pertanto classificata come idioma a sé stante nel panorama neolatino. È parlata nell'isola e Regione Autonoma della Sardegna. È classificata come lingua romanza occidentale e considerata da molti studiosi la più conservativa delle lingue derivanti dal latino. Sebbene la base lessicale sia in massima misura di origine latina, tuttavia il sardo conserva qualche testimonianza del substrato delle lingue parlate prima dell'arrivo dei romani, tanto che si evidenziano etimi sardiani e fenici in diversi vocaboli, soprattutto toponimi.

Il sardo (nelle due varianti logudorese e campidanese) durante il periodo medioevale ha costituito la lingua ufficiale e nazionale dei Giudicati isolani, anticipando in emancipazione le altre lingue neolatine. Presentava ovviamente un maggior numero di latinismi rispetto alla lingua attuale, l'utilizzo di caratteri oggi entrati in disuso nonché in diversi documenti una grafia della lingua scritta che risentiva degli influssi degli scrivani, spesso toscani, genovesi o catalani.

Il primo documento scritto in cui compaiono elementi della lingua sarda risale al 1063 e si tratta dell'atto di donazione da parte di Barisone I di Torres indirizzato all'abate Desiderio a favore dell'abbazia di Montecassino. ("Archivio Cassinense Perg. Caps. XI, n. 11 " e "TOLA P., Codice Diplomatico della Sardegna, I, Sassari, 1984, p. 153")

Il primo documento scritto in lingua sarda è la Carta Volgare (1070/1080) in antico campidanese.

Del periodo 1080-1085 è invece il Privilegio logudorese conservato presso l'Archivio di Stato di Pisa:

« In nomine Domini amen. Ego iudice Mariano de Lacon fazo ista carta ad onore de omnes homines de Pisas pro xu toloneu ci mi pecterunt: e ego donolislu pro ca lis so ego amicu caru e itsos a mimi; ci nullu imperatore ci lu aet potestare istu locu de non (n)apat comiatu de leuarelis toloneu in placitu: de non occidere pisanu ingratis: e ccausa ipsoro ci lis aem leuare ingratis, de facerlis iustitia inperatore ci nce aet exere intu locu... »

Agli anni compresi tra il 1089 e il 1103 risale la Donazione di Torchitorio, ancora in antico campidanese, proveniente dalla chiesa di San Saturnino nella diocesi di Cagliari e conservata negli Archivi Dipartimentali delle Bouches-du Rhone a Marsiglia:

« E inper(a)tor(e) ki l ati kastikari ista delegantzia e fagere kantu narat ista carta siat benedittu... » 

La lingua sarda è stata riconosciuta con Legge Regionale n. 26 del 15 ottobre 1997 "Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna" come seconda lingua ufficiale della Regione autonoma della Sardegna, a fianco dell'italiano.