Proverbi sardi

Sa muzere de su pastore a su sero si cumponet: e sa de su messaju

si cumponet cando hat aju.

La moglie del pastore si abbiglia la sera, e quella dell'agricoltore

quando può.

Le occupazioni di questa sono più grandi e continue di quelle del-

l'altra, specialmente in estate.

Muzere bella, maridu corrudu.

Moglie bella, marito cornuto.

Ghie perdei sa muzere injustizia non si narat corrudu.

Chi perde la moglie quando è alle prese con la giustizia non può

chiamarsi cornuto.

Sa mu^ere de su ladrone non riet semper.

La moglie del ladro non ride sempre.

Sa muzere de su ladru ponet sa padedda senza battire sa petta.

La moglie del ladro mette la pignatta al fuoco prima che il marito

porti la carne.

Si dice di chi fa castelli in aria.

Cando cumandat sa muzere, maridu iscalzonadu.

Quando nella casa comanda la moglie, il marito perde i pantaloni.

S'intende delle mogli vane, orgogliose e dissipate.

Si cheres ammasettare lea muzere: naraiat unu a su mare.

Se vuoi diventar mansueto prendi moglie: diceva uno al mare (ir-

requieto).

L'amore

Amore e signoria non cherent compagnia.

Amore e comando non vogliono compagnia.

Cioè, sono sempre gelosi quelli che amano e che comandano.

Amare e non esser amadu est tempus ingannadu.

Amare e non essere corrisposto, è tempo perduto.

Chic de amore si leat, de arrabbia si laxat.

Chi si duoi d'amore, di rabbia muore (Pescetti).

Amore e tùssiu non si podent cuore.

L'amore e la tosse non si possono nascondere.

Lat. Amor tussisque non celatur.

S'amare nou che cazzai su bezzu.

L'amor nuovo caccia il vecchio.

Ama si cheres esser amadu.

Ama se vuoi essere riamato.

Ogni dolore est dolore / Ogni sentimentu est dannu / Però non est

tantu, mannu / Che i su perder s'amore.

Ogni dolore e angoscia è grande, ma è più insopportabile il perder

l'amore.

La bellezza

Rumano bollosa ses de paga dura.

La bellezza umana è di poca durata.

Non est bellu su chi est bollu, si non su chi piaghe!.

Non è bello quel che è bello, ma è bello quel che piace.

Sa cosa sua a totus paret bella.

La cosa propria a ciascuno sembra bella.

Non bella senza peccu, nenfea senza tractu.

Non c'è una bella senza difetto, ne una brutta senza grazia.

Si dice per adulare le donne.

Fagher su bellu in cara, et insegus s 'istoccada.

Far il bello in faccia, e dietro la stoccata.

Equivale al proverbio italiano: Tal ti ride in bocca che dietro tè lo

accocca.

Bellesa nonfaghet domo,

Bellezza non fa casa.

La casa

Domos prò habitare, e binza prò mandigare.

Casa per abitare, e vigna per mangiare.

Casa e vigna quanto basta (Pescetti).

Iscuru a chie non hat in domo sua.

Infelice chi non ha in casa sua.

Su cuidadu faghet sa domo.

La diligenza fa la casa.

Chie tenet duas domos in d'una bi pioet (oppure: una nde laxat

ruer).

Chi ha due case in una vi piove, o una ne lascia cadere.

Chi fa tante cose non potrà far tutto bene.

Non si dat mews riposu che in domo sua.

Io non sto meglio in nessun altro luogo che a casa mia.

Chie non hat domo non hat bighinu.

Chi non ha casa non ha vicino.

Chi è povero ha poche relazioni ed aiuti.

Domo senza fundamentu non durai seculos chentu.

Casa senza fondamenta non dura cento secoli.

Si dice di tutto quanto non ha base, scienza o arte.

Chic attende! a sa domo ancona, sa domo sua si la mandigant sos

canes.

Chi ha cura dell'altrui casa la sua se la mangiano i cani.

Cioè, fa andare in malora i suoi affari per difendere gli altrui.

Sa domo est minore, su coro est mannu.

La casa è piccola, il cuore è grande.

Proverbio antichissimo dei sardi che riguarda l'ospitalità.

Il pane

Chie dat pane a cane anzenu, perdei totu.

Chi da pane a cane altrui, perde tutto.

Si dice di quelli che fanno del bene in casa d'altri, ove non pos-

sono sperare d'essere ricambiati.

Disegno di Tonino Vargiu.

Cherrer totu, pane et bulteddu.

Voler tutto pane e coltello.

Si dice quando uno vuole il comodo senza l'incomodo.

Chic hatfacultade non cubit su pane.

Chi ha facoltà non desidera il pane.

Cioè, a chi ha un mestiere non manca il pane.

Pane bene cottu, faghet bonu ruttu.

Pane ben cotto, fa buon rutto.

Si dice del pane ben cotto. Proverbio in uso tra le buone massaie.

Su pane prò esser bonu bi cheret s 'ozu de pala.

Per esser buono il pane ci vuole l'olio delle spalle.

Lo dicono le donne per indicare che la farina deve esser ben impa-

stata e compressa con le mani.

Chic jughet pane in saccu, nefaddidu nen maccu.

Chi porta pane in sacco, ne sbaglia, ne è matto.

Cioè, è bene prevedere i bisogni del viaggio.

Pane, suighelu bene, e coghelu male, dalu a su cane: seighelu I

male, e coghelu bene, dalu a chic cheres.

Il pane, se lo impastate bene e lo cuccete male, datelo al cane; se

10 impastate male e lo cuccete bene, datelo a chi volete.

Lo dicono le donne per raccomandare che il pane, per essere

buono, dev'essere ben cotto.

Pane de cabidanni e de Santuaini, abba calda e bene pesadu.

Pane di settembre e di ottobre, acqua calda, e ben fermentato.

Osservazione delle donne, le quali dicono che se in quei mesi non

si fa il pane con acqua ben calda, il pane diventa veleno.            I

Pane senw sale.                                                 |

Pane senza sale.                                                  1

Si dice di uno sciocco, millantatore; e tutte le volte che alle parole |

non corrispondono i fatti.

Su pane de su Rè est poco, e chic lu laxat est loco,                |

II pane del rè è poco, e chi lo lascia è pazzo.

Proverbio spagnolo. Significa che il compenso elargito dal servizio

pubblico e regio, sebbene sia poco, è sempre sicuro.

Chic faghet pane non morit de/amine.

Chi fa il pane non muore di fame.

Si dice di chi maneggia la roba altrui.

Pane pesadu cascia piena (oppure: umpit sa cervulo).

Pane ben lavorato piena la cassa, o riempie la cesta.

Cioè, cresce.

Pane e casu, binu a rasu.

Pane e formaggio, e vino a colmo.

Si dice quando uno non ha altro per pranzare.

Chircare pane me^us de trigu.

Cercare pane meglio del grano.

Significa che uno non deve aspettare per aver miglior occasione.

Rassa su pane et diminuita

Abbrustolite il pane e diminuisce.

Si dice a quelli che non vogliono mangiare pane secco.

11 vino

Chic biet binu, non devet narrer imbreagu.

Chi beve vino non deve dire ubriaco.

Significa che non si devono criticare gli altrui difetti, dal momento

che non ne siamo immuni.

In su binu sa veridade.

Nel vino la verità.

Lat. In vino veritas. Il calore del vino fa svelare ciò che si tiene

nascosto, per cui nella Sacra Scrittura ai rè era vietato l'uso del vino

per non svelare i segreti agli altri.

Su binu a su sabore, su pane a su colore.

Il vino si riconosce al sapore, il pane al colore.

Binu malu e pane tostu durat pius.

Vino cattivo e pane duro durano di più.

Si cheres binu bonu abbaida su cadono.

Se vuoi vino buono, bada alla vulvaria.

Perché questa pianta è nociva al vino.

Binu bonufìnw a foghe.

Vino buono fino alla feccia.

Si dice dell'uomo che persevera nell'onestà fino all'ultimo.

57 ti cheres sanu abba su binu.

Se vuoi esser sano annacqua il vino.

Su binu est bonu a biere, ma ndefaghet a riere.

Il vino è buono da bere, ma riduce in stato da far ridere.

I figli in generale

Su chifaghet sufìzu a su babbu, bi lu restìtuint sosfìzos.

Ciò che il figlio fa al genitore, glielo restituiscono i figli.

Proverbio basato sull'esperienza dei figli snaturati che maltrattano

i genitori.

Chic sufizu non curregit, sufìzu odiai.

Chi non corregge il figlio, odia il figlio.

Qui virgae parcit, filium odit (Prov. xm. 24).

Fizu solu, o totu malu o totu bonu.

Figlio unico, o tutto cattivo (pazzo) o tutto buono.

Lo stesso si dice delle figlie.

Miseru babbu et marna chifidatfizos a teracca.

Infelici quei genitori che affidano alle serve i figli.

Chic nd'hat unu (fizu) non nd'hat mancunu.

Chi ha un solo figlio, non ne ha nessuno.

Si dice per la facilità di perderlo, o di non riuscire ad allevarlo

nella virtù.

De unafìza nde cheret chentu bènneros.

Per una figlia vuole cento generi.

Equivale al proverbio italiano: Far d'una figlia due generi. Quando

si promette una stessa cosa a molti.

A chic fìzu, a chic fìzastru.

A chi figlio, a chi figliastro.

Si dice quando si fanno parzialità.

Chic hat unufìw lufaghet maccu, e chie hot unu porcu lufaghet

rcissu.

Chi ha un solo figlio lo fa matto, e chi ha un solo porco lo fa

grasso.

A volte si aggiunge: E chie hat unu caddu lufaghet viziosu, E chi

ha un cavallo lo fa vizioso.

Fizos e tazzas meda s'ind'hccpat.

Figli e bicchieri se ne abbia in quantità.

Non benitfìzu chena hora.

Non vien figlio senza l'ora.

Significa che senza il tempo non si fa nulla.

Maridu isconzat domo, efìzu iscancat coro. Il marito sconcia la casa, ed il figlio strappa il cuore. Si dice dei figli che sono amati dalle madri, sebbene il padre non curi la casa.

Sos fìzos leant s 'exemplu dai su babbu.

I figli prendono l'esempio dai genitori.

Fizu masciu tirat a marna, fìzaf emina tirat a babbu.

Il figlio maschio rassomiglia alla madre, e la figlia al padre. Lat. Filii matrizant, filiae patrizant. Proverbio non sempre veri­tiero.

Totu sos fìzos non naschent uguales.

Tutti i figli non nascono uguali.

Si dice quando in una famiglia si vedono buoni e cattivi.

Ognifìzu nde leat unupizu.

Ogni figlio ne prende uno strato.

Cioè, della bellezza della madre, o delle forze.

Tilu narofìza, intendedìla, nura.

Lo dico a tè figlia, intendilo tu, nuora.

Quando si dice ad uno ciò che vuoi farsi intendere ad altri.

Si s'ingannai marna, non s'ingannai fìzu. Se s'inganna la madre, non s'inganna il figlio. Si dice quando una donna incinta non ha calcolato bene il temp del parto.

A chic hatfìzos, non mancantfastizos. Chi ha figli ha fastidi.

Consigli e insegnamenti

Consizare sos ignorantes, opera meritoria. È opera di carità consigliare gli ignoranti.

Iscultare consizos est de sos sabios.

Ascoltare consigli è dei savi.

Lat. Consilium audire sapientis est (Prov. xn. 15).

In cosa chi non connosches lea consizu. In affari che non conoscete, chiedete sempre consiglio.

Bonu aconsizare sos ateros, non mai a ips' e totu. Buono a consigliar gli altri, non però a se stesso.

Ogni malu consizadu est bonu consizadore. Ogni mal consigliato è buon consigliere. Perché ha sperimentato il cattivo consiglio.

Non disprews mai ne raccumandaziones, nen consizos. Non disprezzate mai ne raccomandazioni ne consigli.

Ghie non iscultat consizos, andat in hora mala. Chi non ascolta consiglio, facilmente cade in errore.

Consigli sul mondo

Su mundu est de chie lu cheret: su chelu de chie l'alcansat. Il mondo è di chi lo vuole: il Cielo di chi l'ottiene. Significa che nel mondo è facile divertirsi, ma per ottenere il Cielo bisogna pregare e fare buone opere.

Su mundu pagai male. Paga de mundu.

Il mondo paga male. Paga di mondo.

Si dice quando ai benefizi si risponde con ingratitudine.

Su mundu est un'iscala, chie l'alzat, chie lafalat. Il mondo è una scala, chi la sale e chi la scende.

Su mundu est tundu, e chie non ischit navigare falat afundu. Il mondo è tondo e chi non sa navigare cala a fondo.

Mundu ingannadu m'has male. / Terra so et terra fia. /Et a terra hap' a torrare.

Mondo mi hai ingannato, ero terra e ritornerò terra. Lat. Pulvis es et in pulverem reverteris (Gen. m). Di queste mede­sime parole si servirono Euripide, Cicerone ed altri.

Su mundu rodet. Il mondo erode. Cioè, il tempo consuma ogni cosa.

Paret chi totu su mundu siat sou. Sembra che tutto il mondo sia suo.

Si dice di uno che si cura poco degli altri, che cammina con orgo­glio, e senza contegno.

Ca est mundu mi cherzo divertire. Con le cose del mondo mi voglio divertire. ^ Proverbio degli epicurei e dei vagabondi. È un principio di can­zone sarda. Lat. Edamus et bibamus.

In su mundu totu sos homines sunt necessarios. Nel mondo tutti gli uomini sono necessari.

In su mundu non bi hat ite fidare. Nel mondo non vi è da fidarsi.

Totu su mundu est paesu (oppure: est su matessi).

Tutto il mondo è paese.

Dappertutto vi sono buone e cattive usanze.

Il lavoro

De su trabagliu fattu non ti nde pentas mai.

Del lavoro fatto non pentirti mai.

S'intende anche moralmente, delle buone opere.

Trabagliu inutile, trabagliu maccu. Lavoro che non arreca utilità, lavoro pazzo. Cioè, fatica perduta per il corpo e per lo spirito.

Su trabagliu fattu cum coro, est aggradabile a Deus. Il lavoro fatto con il cuore è gradito a Dio. Si riferisce sia a opere materiali che spirituali.

Trabagliu continuu binchet ogni cosa. Il lavoro assiduo vince ogni cosa.

Ghie non trabagliat prò isse, non trabagliat prò sos ateros.       | Chi non lavora per sé, non lavora per gli altri.                    I Lo stesso che Ghie est malu prò isse, non est bonu prò sos ateros.

Deus ti bardet de pius trabaglios.                                | Dio ti guardi da altri travagli,                                   r Si dice a quelli che escono dalle carceri, o che abbiano scontato la pena, oppure che si sono liberati da altri affanni.

Su trabagliu annuntiat chie l'hot fattu. Il lavoro stesso indica chi l'ha fatto. Lat. Res authorem qualis sit coarguit,

Su non travagliare est causa de milli vizios. Il non lavorare è motivo di mille mali.

Su trabagliu fattu non benit mai male. Il lavoro fatto non va mai a male.

Fatto una volta il lavoro, anche senza bisogno, verrà tempo in cui non ci si pentirà.

Su trabagliu de sa dominiga est iscomunigadu. Il lavoro della domenica è scomunicato.

Cioè non riesce mai bene; si vuole esprimere l'opportunità di san­tificare le feste.

A chie trabagliat Deus l'adjùat. A chi lavora Dio l'aiuta.

Su reposu est pius saboridu pustis de su trabagliu. Il riposo è più gradito dopo la fatica.

// denaro

Su dinari a chiefaghet bene, a chiefaghet male. Il denaro a chi fa bene, a chi male.

Senza dinari non si cantal missa. Senza denaro non si canta messa. Cioè, non si fa nulla.

Su dinari in ojos de medas, e in manu de pagos. Il denaro è negli occhi di molti, e nelle mani di pochi.

Su dinari azzegat s 'homine. Il denaro acceca l'uomo.

Su dinari de sos locos si ch'andai infustes e roccos.

I denari dei pazzi se ne vanno in bastoni e trucioli. Significa che li spendono in cose inutili.

Chic hat dinari, pastinai binza in sa codino. Chi ha denari pianta la vigna nella roccia.

Chie hat dinari cumparit innocente. Chi ha denari viene giudicato innocente. Lat. Pecuniosus etiam nocens non damnatur.

Chie hat dinari tenet cantu cheret. Chi è ricco ha ciò che vuole.

Bonu su dinari chi torrat a domo. Buono il denaro che ritorna in casa.

Homine senza dinari, homine mortu. Uomo senza denaro, uomo morto.

Su dinari est licchittu a poveru o a riccu.        •_

II denaro è ghiotto (cosa ghiotta) al povero e al ricco. Non deve affidarsi a nessuno senza le debite cautele.

Dinari in buscia, e trigu in luscia.

Denaro in borsa, e grano nel granaio.

Significa che il denaro ed il grano sono sicuri quando il primo è nella borsa e il secondo nel granaio. Si dice anche in altre occasioni a proposito della sicurezza di una cosa qualunque.

Dinari e talentu non lu cues a su bisonzu. Il denaro ed il talento non nasconderlo al bisogno.

Su dinari nonfaghet lege. Il denaro non fa legge.

Homine fattu cum dinari, non balet a nudda. Uomo fatto con denari non vale a nulla.

Pro su dinari nissunu narat basta. Al denaro nessuno dice basta.

Su dinari est fattu prò risponder, e prò l'arribbare. Il denaro è fatto per spenderlo e per conservarlo. Si vuole significare la moderazione con cui ognuno deve spen­derlo e conservarlo.

La fortuna

Niune est cuntentu de sa fortuna chi dat Deus. Nessuno è contento del suo stato. Lat. Nemo sua sorte contentus.

Fortuna curret e non caddu. Fortuna corre e non cavallo. Cioè tante volte una cosa dipende più dal caso che dal valore.

Sa fortuna andat cum sa cura. La fortuna si abbina alla cura. Con la diligenza e con il lavoro.

Sa fortuna non la chirches in domo. La fortuna non cercatela in casa.

A chic non hat fortuna, pagu li balet chi si peset chilo. Non vai levare a buon ora, bisogna aver ventura (Pescetti).

Chie non hat fortuna, pagu balet chi trabagliet. Chi non ha fortuna poco vale che lavori. Nel senso del precedente.

Le cose

Ogni cosa benit e passai, foras de sa paraula de Deus. Ogni cosa viene e va, eccetto la parola di Dio.

Sa cosa agatada Deus l'hat mandada. La cosa trovata Dio l'ha mandata.

Proverbio che serve da pretesto a coloro che non vogliono resti­tuire le cose trovate.

Sa cosa antiga durai de pius. La roba antica dura di più. Perché fatta senza risparmio.

Sa cosafurada pagu durai, e comente est bennida, gasi si eh'an­dat. La cosa rubata poco dura, e come viene se ne va.

Sa cosa licita si disizat mancu. La cosa lecita si desidera meno.

Sa cosa chi si trattai, sifìnit e si guastai. La cosa che si tratta si consuma e si guasta.

Cosa de duos cosa de niunu: cosa de tres de totu su mundu est. Cosa di due è di nessuno: cosa di tré è di tutto il mondo. Si dice dei segreti.

Pius andamus pius iscoberimus, e miramus cosas non miradas mai. Più andiamo più scopriamo cose mai viste.

Tottu sas cosas passant. Ogni cosa passa.

Sa cosa cara est sa pius saborida. La cosa cara è la più saporita.

In cosa chi non t'importai, mancu ti bi dies balta. Equivale al proverbio italiano: Di cosa che non ti cale non dime ne bene ne male.

Sa cosa pius difficile est a connoscher a isse e totu. La cosa più diffìcile, è conoscere se stessi.

Sas cosas bellas sunt sas pius difficiles. Le cose belle sono le più diffìcili.

Non ogni cosa si podet narrer. Non ogni cosa si può dire.

Le ricchezze

Sa ricchesa male guvernada pagu durat. Ricchezza mal disposta a povertà si accosta (Pescetti).

Chic hat pius ricchesas hat pius pensamentos. Chi ha più ricchezze ha più pensieri.

Trabagliende si acquistant sas ricchesas. Lavorando si acquistano le ricchezze.

Sas ricchesas sunt s 'amparu de sos sabios.

Le ricchezze sono l'appoggio dei savi.

Le ricchezze sono più apprezzate quando sono unite alla virtù.

Su riccu est appreziadu dai totus. Il ricco è apprezzato da tutti. Cioè, il ricco onesto.

Chie est cuntentu est riccu, e fora de pinnicu. Chi è contento è ricco e senza pensieri.

Su riccu pius nd'hat, pius nde disizat. Il ricco più ha, più desidera.

Sas ricchesas non sunt eternas, ne niunu si devet fidare. Le ricchezze non sono eterne, e nessuno vi deve fare affidamento.

Ricchesas male acquistadas non sunt de dura. Ricchezze male acquistate, non son durevoli. Spagn. Averes male avidos no son de dura.

Sas ricchesas non sunt semper de sos bonos. Le ricchezze non sono sempre dei buoni. Lat. Divitiae non semper optimis (Omero).

Su riccu non est cuntentu mai. Il ricco non è mai contento.

Si dice in due sensi: primo, non si contenta delle ricchezze, se­condo, della giornata degli operai.

 

 

 

Nen cum riccos non prestes, nen cum potentes non chertes. Ne prestate ai ricchi, ne litigate coi potenti.

La povertà

Su chi si dat a poveros non est mai perdidu. Ciò che si da ai poveri non è mai perduto.

Chie lu dat a poveros lu donai a Deus. Oppure: Chic lu dot a po­veros non benit mai poveru.

Chi da ai poveri da a Dio. Chi da ai poveri non diventa mai po­vero.

Poveresa non est vilesa.

La povertà non è vergogna.

Quando è accompagnata dall'onestà e dal timor di Dio.

A poveru isvirgonzadu sa limusina si li negat. Al povero sfacciato gli si nega l'elemosina. Si dice agli imprudenti e petulanti.

Su poveru mancu sos parentes tenet amigos. Il povero non trova amici neanche tra i parenti.

Toccant su riccu in pettorru / Ognune nde narat bene / Però su poveru tenet / Su fìagu de su corru.

Toccano il ricco in petto, e tutti ne parlano bene, ma il povero ha sempre la puzza del como (bruciato).

Ritornello di canzone per esprimere che il povero è sempre di­sprezzato.

Poveru e superba.

Povero e superbo.

Proverbio con il quale si mostra quanto sia mal vista la superbia nel povero. Si dice anche a quelli che non sono liberi eppure fanno gli orgogliosi e gli alteri.

Poverittu, alligrittu.

Poveretto, allegretto.

Così si risponde a coloro che nella povertà non vorrebbero vedere ricchezza di cuore e tranquillità d'animo, se la povertà si affronta con pazienza e per amor di Dio.

Su poveru sa cosa la jughet a y.ccu. A volte si aggiunge: E i su riccu pius.

Il povero usa la roba con parsimonia e con attenzione, ed il ricco di più.

Su poveru mischinu, cand'hat s'agu non hatfilu. Il povero meschino, quando ha l'ago non ha il filo. Significa che il povero, quando ha una cosa, gli manca l'altra.

Supoveru estpienu de trassas. Il povero è pieno di astuzie.

Cioè, deve ingegnarsi in mille modi per sopperire ai propri biso­gni.

Sa povertade est pius dolorosa a sa bezzesa. La povertà è più dolorosa nella vecchiaia.

Lu pobaru mai ha bè, / Sempri trista e affligitu / Quandu pensa alza un ditu / Setti palmi a fondu z'è.

Il povero mai ha bene, sempre triste ed afflitto, e quando pensa di alzare un dito è in fondo sette palmi.

Strofa che ripetono quegli infelici che sperano invano di innalzarsi dalla miseria.

Deus nos bardet de poveru alzadu. Dio ci guardi dal povero esaltato.

Si dice ad un povero che messo in un posto di comando si mostra superbo. Effetto d'ignoranza.

S'avaru cum sos poveros est che i su lupu cum sos anzones. L'avaro con i poveri è come il lupo con gli agnelli.

Sunt pius de bonu coro sos poveros chi non sos riccos. I poveri sono più di buon cuore dei ricchi.

L'acqua

Abba e sole, trigu a muntone, sutta sa cappa de nostru Segnare. Acqua e sole, grano in quantità, sotto la protezione di Dio nostro Signore.

Arcu de manzanu, abba de sera: arcu de sera, abba de manzanu. Arco di mattina, pioggia vicina; arco di sera, buon tempo spera. Significa: arco a levante (mattina) annunzia pioggia, a ponente (sera) annunzia buon tempo.

Abba e bentu, annoda de sarmento. Acqua e vento, annata di sarmento. Cioè di uve.

S'abba ogni cosa nd'andat, foras su machine. L'acqua leva ogni cosa, cioè ogni macchia, salvo la pazzia.

S'abba traet su molinu, e i s'ozu lufaghet andare. L'acqua tira il mulino, e l'olio lo fa camminare. Significa che senza mezzi non si va avanti.

S'abba faghet s'homine sabiu. L'acqua fa l'uomo savio. Cioè gli da la temperanza.

Non nerzes mai de cuss 'abba non hap ' a bier. Non dir mai: di quell'acqua non berrò.

Si raccomanda di non disprezzare nessuno, perché nel bisogno tutti sono necessari.

S'abba bessit dai su mare, e a su mare torrat. L'acqua esce dal mare e al mare ritorna.

Ghie timet s'abba non andet a mare. Non vada per mare chi ha paura dell'acqua.

Abba passada non tirat molimi. Acqua passata non tira il mulino. Significa che ogni cosa ha il suo tempo.

Abba efogu non si negai a niunu. Acqua e fuoco non si negano a nessuno.

Leare abba da ognifuntana.

Prender l'acqua da ogni fonte.

Si dice di quelli che credono a tutto quanto si dice loro.

S'abba e i sufogu ingannant una balta. L'acqua ed il fuoco burlano una volta sola. Si dice ad un truffatore.

Abba abba, binu binu.

Acqua acqua, vino vino.

Significa: o tutto falso, o tutto vero, cioè schietto.

Abba de sero, friscu de man^anu. Acqua di sera, fresco di mattina.

Quant'e quantu dent benner a siccare - Cussas abbas paraula lis do.

Dovranno infine cessare quelle acque. Si dice ad un superbo che sarà umiliato.

Aggiungher abba a su mare.

Aggiunger acqua al mare.

Cioè, dare a colui che non ne ha il bisogno.

Lat. Cresi pecuniae teruncium addere (Cicerone). Segue